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Quale sapone usare in barca a vela? Intervista a Cristina di ArcaEco

Foto di una ragazza che si tuffa in mare con scritta: Quale sapone usare in barca? Intervista a Cristina di ArcaEco

Quale sapone usare in barca a vela? Intervista a Cristina di ArcaEco

Che sapone devo usare per fare la doccia in barca a vela? È una domanda super gettonata tra chi sta per fare una vacanza in barca. Una domanda che sembra semplice, ma che in realtà è molto delicata. Nemmeno noi abbiamo una risposta certa. Tra saponi biodegradabili, ecocompatibili, saponi naturali e chi più ne ha più ne metta, in giro c’è una grande confusione.

 

Per questo abbiamo intervistato Cristina di Arcaeco che farà finalmente chiarezza su quale sapone è meglio usare in barca a vela e in generale nella Natura.

 

Fino al 2025 Cristina ha prodotto profumatissimi (e bellissimi) saponi fatti a mano a basso impatto ambientale e plastic free con l’obiettivo di “splasticare” il nostro bagno.

 

Nel 2025 per motivi personali ha chiuso l’attività, ma ciò che ci ha raccontato in questa intervista rimane ancora attuale e valido.

 

Io ho usato i saponi di Cristina per tanti anni e adoro ciò che scriveva sul suo sito web:

Non sarà un sapone a smettere di far bruciare le foreste o ad abbassare le maree, ma sarà un sapone nel tuo bagno a farmi credere che anche tu sei parte del cambiamento.

Continua a leggere per scoprire i consigli di Cristina per fare la doccia in barca rispettando la Natura.

Iniziamo la nostra chiacchierata con Cristina andando dritti al punto con la domanda che ci fanno quasi tutte le persone che salgono in barca con noi.

Quale sapone è meglio usare per fare la doccia in barca a vela?

Partiamo da un’amara verità: non esistono saponi che abbiano impatto zero sull’ambiente. D’altronde anche il solo fatto che esistiamo e che facciamo le nostre azioni quotidiane ha delle conseguenze sull’ambiente e la Natura.

 

Così lo è anche per i saponi. Questo non significa però che un sapone vale l’altro. Quello che possiamo fare è scegliere consapevolmente affinché l’impatto sull’ambiente della nostra doccia sia il minore possibile.

 

Una scelta consapevole diventa ancora più importante quando ci laviamo a stretto contatto con la Natura, come accade in barca a vela. In barca a fine giornata si fa la cosiddetta “doccia del marinaio”: dopo l’ultimo bagno si risale sulla plancetta di poppa ancora bagnati e ci si insapona. Poi ci si tuffa di nuovo per sciacquare via il sapone e solo alla fine ci si dà l’ultima sciacquata con l’acqua dolce – e calda – dei serbatoi.

 

È quindi particolarmente evidente come ciò che usiamo per lavarci finisca direttamente in mare e quanto sia importante scegliere un detergente a basso impatto ambientale.

 

Possiamo subito dire che un sapone, inteso come la miscela di oli vegetali e soda caustica, è preferibile rispetto a un docciaschiuma, bagnoschiuma o bagnodoccia.

 

Ma come riconoscere un sapone rispetto a un bagnoschiuma?

 

Per prima cosa possiamo leggere la lista degli ingredienti (il cosiddetto INCI), che per legge deve essere riportato dietro ogni prodotto. Se la prima voce dell’INCI è un olio, si tratta di un sapone. Se invece la prima voce è un tensioattivo, si tratta di un docciaschiuma, che di solito è realizzato con il metodo della compressione e non della saponificazione a freddo.

 

L’INCI quindi è il primo posto in cui guardare per capire che tipo di prodotto abbiamo in mano. Il sapone è l’opzione a minore impatto ambientale.

 

Se vogliamo andare ancora più a fondo e ridurre ulteriormente l’impatto della nostra doccia sull’ambiente, dovremo cercare un sapone senza oli essenziali. Gli oli essenziali, anche se sono essenze profumanti naturali, hanno comunque un minimo impatto sull’ambiente.

Riassumendo, quindi, meglio scegliere un sapone rispetto a un docciaschiuma e ancora meglio un sapone senza oli essenziali.

Foto di Neutershea, il sapone di Cristina senza oli essenziali, perfetto per la barca a vela
Neutershea, il sapone senza oli essenziali realizzato da Cristina, perfetto per lavarsi in barca a vela

Saponi naturali, biodegradabili, ecocompatibili: quali sono le differenze

Ora che abbiamo capito come riconoscere un sapone in quanto tale, è il momento di fare un po’ di chiarezza tra termini come “biodegradabili”, “ecocompatibili”, “a impatto zero”, “reef safe” che hanno preso piede negli ultimi anni e che generano una gran confusione nella testa di chi vuole scegliere un sapone per fare la doccia in barca.

 

In realtà sono tutti termini un po’ fuorvianti, che lasciano un po’ il tempo che trovano.

 

Nel campo cosmetico infatti non esiste ancora una regolamentazione che dia il permesso di usare la parola “biodegradabile” in maniera precisa.

 

Mentre in campo alimentare si può usare la parola “biologico” solo se l’azienda rispetta determinati canoni, nella cosmetica questi limiti non sono ancora stati definiti. Non ci sono ancora leggi che impediscano o autorizzino l’uso della parola “biologico” o simili per i prodotti cosmetici. Per questo le diverse aziende li usano in modo più o meno fantasioso, secondo standard di volta in volta diversi.

 

Esistono degli enti che possono assegnare determinate certificazioni (ad esempio certificazione vegana, cosmos approved) e dare un po’ più di sicurezza al consumatore nel momento in cui vede determinati simboli, ma a livello linguistico di definizioni è tutto un po’ per aria.

 

Molto spesso, quindi, queste parole ci aiutano semplicemente a pulirci la coscienza per andare a letto tranquilli.

 

Se vuoi approfondire il discorso e orientarti un po’ meglio tra le certificazioni bio nella cosmetica, puoi leggere questo interessante articolo sul blog de La Saponaria.

 

Spesso le piccole realtà artigiane come ArcaEco non hanno i fondi per ottenere le certificazioni vegane, nonostante producano cosmetici a basso impatto ambientale. Il consiglio rimane quello di leggere l’INCI per fare una scelta più consapevole di acquisto.

 

Tra l’altro oggi ci sono un sacco di applicazioni che analizzano l’INCI. Anche solo cercare su google una parola che suona un po’ “cattiva” può aiutarci a capire che tipo di prodotto abbiamo davvero in mano.

 

In ogni caso, quando si usano cosmetici in Natura, l’importante è farlo con la testa.

 

Quello che Cristina raccomanda è “scegliete consapevolmente, ad esempio evitate di spruzzarvi il profumo prima di buttarvi in acqua”. E anche se la crema solare “reef safe” non è del tutto a impatto zero, per lo meno presuppone che ci sia uno studio dietro per ridurre l’impatto ambientale, cosa che probabilmente i marchi che non espongono questa dicitura non fanno.

 

Ma cosa vuol dire “reef safe”?

 

Reef safe significa letteralmente “sicuro per la barriera corallina”. Si intende quindi una crema solare realizzata con componenti che non sono nocivi per la flora e la fauna marina.

3 consigli pratici per lavarsi in barca a vela nel rispetto della Natura

Chiudiamo la nostra chiacchierata con Cristina con 3 consigli pratici che riassumono quanto abbiamo detto fino ad ora:

  1. preferisci il sapone, inteso come miscela di oli vegetali e soda caustica, al classico bagnoschiuma;
  2. controlla l’INCI sulle etichette alla ricerca di ingredienti “sospetti”;
  3. utilizza il sapone con la testa. Spesso per lavarsi bene basta una piccola quantità di prodotto.

Per alcuni anni abbiamo collaborato con Cristina, che ringraziamo tantissimo per questi consigli, regalando un sapone esclusivo realizzato da ArcaEco a tutte le persone che hanno fatto con noi una settimana in barca a vela.

 

Ora che Cristina ha chiuso l’attività, per continuare a facilitare la vita a chi partirà con Mina Vagante Sail, mettiamo a disposizione prodotti fatti con ingredienti naturali per lavarsi in barca a vela nel rispetto della Natura.

 

Così non dovrai pensare a quale sapone comprare per la tua vacanza in barca a vela.

 

Se vuoi dare un’occhiata al programma delle nostre vacanze, qui trovi tutte le informazioni sulle settimane in barca a vela alle isole Pontine.

Foto dei saponi per la barca a vela realizzati da Arcaeco per Mina Vagante Sail
I saponi esclusivi realizzati da Cristina di ArcaEco per Mina Vagante Sail

Ciao, siamo Alice e Andrea e ti accoglieremo a bordo di Mina Vagante 3. Navighiamo da +15 anni e ti porteremo alla scoperta delle Isole Pontine, un meraviglioso arcipelago di origine vulcanica a due passi da Roma. Se vuoi vedere in diretta dove navighiamo, seguici su Instagram o Facebook. Trovi i link alle nostre pagine qui sotto!

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